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BALLI POPOLARI DEL SUD ITALIA

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Tra le tante discipline che da anni vengono insegnate nella nostra scuola, quest’anno abbiamo deciso di

introdurre alcune delle danze folkloriche del nostro stivale, e più precisamente i Balli popolari del Sud.
Grazie alla collaborazione nata con l’Asd Tarantarte, che svolge le sue attività principali in Salento e a Bologna, vogliamo divulgare la cultura delle musiche e delle danze popolari del sud Italia: pizzica pizzica del basso e alto Salento, tarantelle del Gargano (stile carpinese), sonu a ballu (tarantella calabrese), ballo sul tamburo (tammurriate campane) e altri balli allacciati (mazurka, polka, scozjo, valzer, quadriglia).
Vediamo meglio nel dettaglio le varie danze che potrete studiare durante l’anno accademico:

La pizzica pizzica
La pizzica pizzica è una musica, un ballo, una tradizione.
Un tempo si ballava in occasioni familiari o nelle feste della comunità, in coppia tra persone dello stesso sesso o tra uomo e donna. A differenza di quanto si pensa dunque, la pizzica non è solo un ballo di corteggiamento, ma un ballo di festa.Poteva assumere inoltre diverse valenze di scherno e di sfida (tra uomini sopratutto). Era, inoltre, spesso utilizzata nel rito etnocoreutico del tarantismo, e la storia del morso mitico della taranta continua ad affascinare ancora oggi studiosi e danzatori.

La pizzica pizzica, fatta di piccoli passi scanditi dal ritmo terzinato del tamburello, è un ballo ricco di figure e simbolismi, legati al mondo contadino di un tempo e al mondo mediterraneo da cui attinge la stessa radice.

Canto e ballo sul tamburo (Le tammurriate campane )
Prende il nome dal suo strumento principe, la “tammorra” o “tammurro” (un tamburo sostenuto con una mano e suonato con l’altra), e la sua interpretazione prevede tre ruoli: il suonatore di tammorra (detto “tammorraro”), il cantante ed almeno una coppia di ballerini. La devozione campana associa il canto e il ballo culto delle varie Madonne, presenti e differenti in tutta la Campania e inizialmente di origine pagana, tramandato attraverso il mito delle seette sorelle. Durante il corso viene approfondito in particolare lo studio di uno stile di ballo, quello della famiglia dell’agro-nocerino sarnese e forniti accenni anche sulla tammurriata dell’avvocata, che, in contrapposizione alla prima festosità della prima, presenta un carattere e guerresco e di sfida.
Si inizia con lo studio delle figure di base e della gestualità tipica, per passare poi al ballo di coppia e infine alle votate, momento culmine della danza, in cui gli accenti della tammorra si stringono assieme ai corpi dei ballatori. Si apprende anche l’ uso delle castagnette, strumento principe della tradizione campana, suonato dai danzatori stessi.

La tarantella Carpinese (Gargano)
Altro importante “luogo della memoria” si è rivelato il promontorio del Gargano, nel nord della Puglia, patria di un’ affascinante danza di tradizione: le tarantelle del Gargano. Cos’è la Tarantella Garganica? Non una musica in particolare, non un’univoca forma di danza, ma un vero e proprio “genere” musicale, un corpus di musiche, poetiche, balli. Uno degli aspetti che contraddistingue la Tarantella Garganica, è la presenza forte della “chitarra battente” che ritma i canti, le serenate e le ninna nanne di tradizione. Molteplici sono le occasioni rituali legati a questa zona della Puglia: il lavoro nei campi, le questue, il carnevale e i riti religiosi. Accanto alla serenata (purtà la canzone) si affianca il ballo della tarantella nelle sue funzioni socializzanti: ballo di corteggiamento/ludico, combattimento, cura per il tarantismo. Anche in questa zona ritroviamo durante il ballo ad uso dei ballatori le castagnole.

Sonu a ballu area Sant’Agata (tarantella calabrese) Ballo di coppia della parte meridionale della Calabria che si svolge all’interno della “rota”, cerchio composto dai presenti. Questo antico rito è regolato da un maestro di cerimonia, il “mastru i ballu” che regola e gestisce la danza al centro.
La rota (il cerchio) è momento di condivisione, è specchio della società, è rito che si ripete e si rinnova.
Questo approfondimento nasce dall’intento di dirimere tutti gli equivoci che nascono intorno a questa antica danza e di proporla nella sua essenza.
Attraverso la suggestione della musica dal vivo, attraverso il racconto e le movenze del corpo, la Rota si compie e necessita della partecipazione corale di chi suona, di chi danza e di chi guarda. Dunque tale approfondimento non esaurisce il suo intento nell’acquisizione di pochi passi, ma nell’introduzione al mondo del “Sonu a ballo”.

Tarantella di Montemarano
Tarantella processionaria di Montemarano (Irpinia) che viene ballata, dall’intero paese, con costumi e maschere tipici. Una vera e propria sfilata dal ritmo sempre più sostenuto che accompagna tutto il periodo del Carnevale e ne festeggia la conclusione.

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