Le origini del Lindy Hop | Aguanilebbe

 

Il Lindy Hop è un ballo afroamericano nato ad Harlem, New York, negli anni ’20-’30 del secolo scorso, poco prima della Grande Depressione, la crisi economica scoppiata con il crollo di Wall Street del 1929.

Più precisamente è il 1927 quando l’aviatore americano Charles Lindbergh, con un piccolo monoplano vola in solitaria sull’Oceano Atlantico, arrivando a New York dopo 33 ore e 32 minuti di trasvolata ininterrotta. La sua impresa passa alla storia e viene ricordata da Shorty George Snowden, uno dei ballerini migliori del Savoy, durante una maratona di danza a New York. Quando un reporter americano presente alla serata gli chiese cosa stesse ballando, Shorty rispose: «The lindy hop! We’re flying just like Lindy did!», ovvero «Il Lindy Hop (Il salto di Lindy)! Stiamo volando proprio come ha fatto Lindy!». Da allora questo ballo diventa un vero e proprio fenomeno di massa. Centinaia di ballerini senza discriminazione di razza affollano le sale da ballo americane dove si esibiscono musicisti spettacolari: Benny Goodman, Glenn Miller e le grandi orchestre eleganti a far ballare proprio tutti.

Ma come si balla il Lindy Hop?

È un ballo di coppia, ma esistono anche dei passi di jazz da eseguire da soli, in cui il ballerino guida e la ballerina segue le figure e le interpreta. E’ strutturato principalmente in 8 tempi, ma può essere affiancato da figure in 6 tempi.

Il suo passo caratteristico è il Triple Step, ma sulle musiche più veloci può essere sostituito da un semplice Slow Step che copre due battiti musicali. Fondamentale è mantenere un molleggio verso il basso che in termine tecnico prende il nome di “bounce”.

Il Lindy può includere anche elementi derivati dal Charleston o dal Tip Tap e addirittura delle acrobazie, che furono eseguite per la prima volta nel 1935 da Frankie Manning, uno dei più grandi ballerini di Lindy Hop del mondo.