Le radici del folklore cubano | Aguanilebbe

Dopo la scoperta dell’America nel 1492, cominciarono ad arrivare i primi conquistatori,

 Castellanos ed Extremos Andaluces, che iniziarono ad imporre alla popolazione i propri usi.

Sopra i resti della popolazione aborigena sterminata dai colonizzatori spagnoli, cominciò a formarsi una nuova popolazione cubana, prodotta dalla fusione di elementi spagnoli ed africani.
Le diverse tradizioni, credenze e abitudini portate dagli emigranti furono riformate a Cuba e adattate alle condizioni economiche, sociali e geografiche che imperavano nel nuovo territorio, creando nell’arco di quattro secoli quella che chiamiamo oggi CULTURA NAZIONALE CUBANA.

In seguito allo sterminio degli Indios dovuto ai maltrattamenti dei colonizzatori spagnoli, si rese necessario reperire nuova manodopera per lavorare la terra; nacque così il commercio di schiavi nel XVI secolo. I lavori più faticosi venivano assegnati agli schiavi neri come la semina della canna da zucchero, la raccolta del tabacco, le costruzioni, ecc.. Migliaia di schiavi vennero tratti dai loro territori natii ed inseriti violentemente in una cultura completamente differente dalla loro. La cosa più preziosa che si portavano dietro era il ricordo, la nostalgia della terra perduta, dei propri cari, della musica e delle danze rituali con le quali celebravano le loro divinità. Così i riti magico-religiosi furono trapiantati oltreoceano.

I conquistadores non si preoccupavano molto di capire il significato dei riti celebrati dagli schiavi, cercavano solo di cristianizzarli e mantenerli in schiavitù.
I principali gruppi etnici che troviamo sono:

– YORUBAS: provenienti dalla Nigeria, riconosciuti a Cuba come LUCUMI’

– CONGOS: provenienti dalla religione Bantù, riconosciuti a Cuba come PALEROS

– ABAKUA’: provenienti dalla regione del Calavar o Cameroun

– ARARA’: provenienti dal Dahomey (Benin)

Ognuno di questi gruppi sviluppò la propria cultura dando origine ad un fenomeno chiamato TRANSCULTURAZIONE, nome dato dal grande antropologo e ricercatore folklorico Don Fernando Ortiz, e diedero vita ad associazioni, conosciute come “Cabildos” o “Baracones”, nelle quali presero forma i culti afro-cubani.

Non potendoli praticare liberamente, perchè vietati dai loro padroni e dovendo obbedire alla loro volontà di cattolicizzazione, escogitarono di occultare le loro divinità sotto le vesti di quelle cattoliche e mentre fingevano di pregare i santi cattolici, in realtà celebravano le loro divinità africane. Era l’unico modo per mantenere in vita i riti, le credenze e le tradizioni della loro madre Africa.

Approfittavano quindi dei giorni festivi consacrati ai santi cattolici per festeggiare i loro Orichas (nacque così la Sincretizzazione).
 Dall’integrazione della cultura ispanica ed africana, si ha l’origine di una serie di elementi e stili che diedero vita a generi musicali che oggi conosciamo come Son, Cha cha cha, Rumba, ecc. Ciascun genere arrivò a Cuba nella sua forma originale e lì si sviluppò. Altri di origine africana furono ricostruiti con elementi e stili provenienti dalla memoria del nero africano che a sua volta ricreò cerimonie, strumenti, immagini, dando vita a nuove forme musicali. A questi bisogna aggiungere un piccola influenza Francese e di schiavi cinesi che diedero il loro apporto nella musica, nell’arte e nell’agricoltura.