Le origini della Breakdance | Aguanilebbe

Le origini della Breakdance sono collocate, per convenzione, intorno alla fine degli anni sessanta, e si sviluppa nelle comunità giovanili afro-americane e del Bronx. Prima del fenomeno dei Block Party e della nascita dei breakbeat, alcuni giovani, al ritmo della musica funk e di artisti come James Brown, iniziarono ad abbinare movimenti “in piedi” e “a terra” senza una vera e propria struttura. Questo pose le basi per la breakdance odierna. Fra il 1968 e il 1973 le guerre territoriali fra gang assediavano il Bronx, per lo più ragazzi di origine portoricana e afro americana. Dopo una spirale di odio che provocò la morte di numerosi giovani, si giunse ad un trattato di pace al motto di “Peace between all gangs and a powerfull unity”. La carica aggressiva e lo spirito combattivo proveniente dal periodo delle gang fu utilizzato dai primi b-boy per caratterizzare il proprio modo di ballare. Alle origini, la maggior parte dei passi erano in piedi e a terra, senza nessuna struttura di base, dove molti gesti riprendevano i combattimenti fra gang e spesso servivano per risolvere pacificamente i dissidi fra vari gruppi. In questo periodo la comunità afro-americana dominava la scena, mentre quella latina (portoricani in prevalenza) era abbastanza emarginata. Il Breaking era una cosa prettamente da “neri”.
Con l’ascesa del Dj portoricano Charlie Chase che portò alla ribalta lo “stile latino”, si apre la seconda fase che caratterizza questo fenomeno e che permise allo stile di ballo della comunità latina di integrarsi con quello della comunità nera. Molti passi di cui il B-boying moderno è composto furono introdotti in questi anni da una nuova generazione di b-boys che presero spunto dalla Salsa e dalla Capoeira. I portoricani quindi furono i reali creatori della “foundation” del B-boying. Dagli anni ottanta il b-boying si è diffuso in tutto il mondo, evolvendo la sua tecnica con acrobazie sempre più spettacolari e diventando un vero e proprio stile di vita di stampo hip hop.
Durante la propria sessione di ballo il b-boy generalmente segue una struttura espressiva, fortemente legata alle categorie tecniche dei passi:
Toprock – parte “in piedi” all’inizio della sessione’;
Go-down – passaggio dalla parte in piedi(toprock) a quella “a terra” (downrock);
Footwork – categoria di passi che prevedono l’utilizzo delle gambe;
Powermove – categoria di movimenti di rotazione veloci attorno ad un asse del corpo;
Freeze – categoria di posizioni di blocco in equilibrio del corpo, usato generalmente alla fine della sessione.
Baby Freeze – consiste nell’appoggiare la testa per terra, poggiare anche le mani e, sui gomiti appoggiare una gamba e mantenere l’altra sollevata.
Chair Freeze – consiste nell’appoggiare la testa, un piede e una mano tenendo l’avambraccio perpendicolare al fianco e al resto del braccio e tenendo il corpo parallelo al terreno con il fianco verso il basso.

Sin dal suo inizio, il breaking ha fornito una cultura giovanile alternativa e costruttiva, rispetto alla violenta realtà delle gang urbane. Oggi, la cultura della breakdance è una disciplina notevole che riunisce le abilità di ballerini e atleti. Poiché l’accettazione e la crescita è centrata esclusivamente sulle capacità che si dimostrano, tale cultura è pressoché esente da distinzioni di razza, sesso ed età, ed è stata accettata e praticata universalmente.

Da quest’anno, questa disciplina fortemente richiesta, entra a far parte della nostra accademia, ampliando così il panorama hip hop già presente da anni.